BURLAMACCHI VILLAS

Famiglia Burlamacchi

J-G-BurlamaquiLa storia dei Burlamacchi è strettamente legata alla storia di Lucca. Più di settanta membri della famiglia furono infatti eletti Gonfalonieri al governo del piccolo Stato, che ha mantenuto la sua indipendenza dal XIV secolo -quando si affrancò dalla soggezione della vicina Pisa e dalle mire espansionistiche di Firenze- fino all’anno 1799, quando le sue poderose mura furono espugnate, senza colpo ferire, dall’esercito napoleonico.

L’albero genealogico dei componenti della famiglia, diligentemente aggiornato nel corso dei secoli, riporta notizie a cominciare dal 1220. La principale fonte di notizie deriva dai documenti conservati in famiglia e nell’Archivio di Stato di Lucca, che datano dal 1218, anno nel quale un più antico archivio lucchese fu distrutto da un incendio.

Si tramanda inoltre che nel 1308 vi fu una rivolta popolare, durante la quale i Burlamacchi furono cacciati assieme alle famiglie dei Nobili, Potenti e Casatici – cosı̀ si chiamavano quelli che erano signori di castelli.

La ricchezza della famiglia è da attribuire soprattutto alla fiorente produzione e al commercio di pregiati drappi di seta, per la quale Lucca eccelleva fino alla metà del ‘600. La rete commerciale dei Burlamacchi si estendeva dal Portogallo alla Francia, alla Svizzera e le Fiandre.

Nel XVI secolo, diversi membri della famiglia abbracciarono la riforma luterana e furono costretti a rifugiarsi in Francia dove alcuni scamparono alla notte di San Bartolomeo a Parigi, recandosi successivamente nella roccaforte protestante di Ginevra.

Ha inizio una fase di declino della famiglia.

FrancescoNel 1549 ci fu un evento tragico per la famiglia. Un membro di nome Francesco, essendo Gonfaloniere e capo della sparuta milizia lucchese, concepı̀ l’idea di liberare Pisa dal dominio Fiorentino e successivamente creare in Italia una confederazione di stati che potessero vivere in pace, senza paura, e perciò felici. La cosa non piacque affatto a Cosimo de Medici e neppure ai lucchesi, intimoriti dalla soverchiane potenza e rapacità dei fiorentini. In breve, Francesco fu consegnato dai suoi concittadini al tribunale di Carlo V Imperatore, torturato e decapitato.

Quattro secoli più tardi Francesco fu proclamato il “primo martire” dell’unità d’Italia e i lucchesi gli hanno eretto un prestigioso monumento marmoreo oggi collocato nella centrale Piazza San Michele.

Nel XVII secolo, fra guerre di religione e dilaganti pesti bubboniche, il commercio dei drappi di seta subı̀ un totale arreso. I patrizi lucchesi che ancora possedevano scudi d’argento o Fiorini d’oro, comprarono terre e si misero a fare i “signori nullafacenti” con ville in campagna e palazzi in città. E perché no? Case in prossimità di stabilimenti termali, ovvero ai Bagni di Lucca che allora si chiamavano Bagni di Corsena.

Questi erano considerati fra i più importanti d’Europa tanto che nell’ottocento Elisa Bonaparte -sorella di Napoleone e duchessa di Lucca- e successivamente Leopoldo II Lorena Asburgo, granduca di Firenze, vi si trasferivano d’estate con tutta la corte.

La famiglia si era ridotta a pochi membri, fra i quali un altro illuminato: Francesco, “ciambellano” alla corte di Elisa, il quale insistette nella fabbricazione di drappi non più di seta ma di lana e di cotone. Unico fra i patrizi di Lucca ad intraprendere nuovamente un’attività con idee imprenditoriali, dissipò però in questo modo tutto il suo patrimonio.

Alla metà dell’ottocento Silvestro Burlamacchi trasse in sposa una Guinigi che portò in dote le ville presso lo stabilimento termale.

Adolfo, uno dei figli di Silvestro sposò l’Inglese Lucy Lang, figlia del primo romanziere nato in Australia: John Lang, discendente della prima flotta di forzati Australiani. Alla sua morte prematura, il figlio Adolfo ereditò le case di Bagni di Lucca. Esso sposò Lilian Steward – discendente di 4 re Inglesi- e mise al mondo 4 figli tra cui Gualtiero, il quale ricomprò le case dei Bagni, tramandandole poi ai figli Maurizio, Pio e Leo.

Pio è oggi unico proprietario delle case di Bagni di Lucca, gestite da sua figlia Francesca.

Alexander, figlio di Martino e nipote di Pio, è oggi il più giovane del ramo principale della famiglia Burlamacchi.

Altri rami della famiglia prosperano infatti in Brasile e negli Stati Uniti d’America mentre si ha notizia ancora oggi di discendenti dei rami di Olanda, Francia e Svizzera.

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